Focus su Tsuguo Okazaki

Tsuguo Okazaki è un mangaka giapponese praticamente sconosciuto in Italia, e questo è un peccato.

Focus su Tsuguo Okazaki

Tsuguo Okazaki è un mangaka giapponese praticamente sconosciuto in Italia, e questo è un peccato. Ricordo come adesso quando la mia insegnate di Giapponese mi ha regalato alcuni Tankobon di suo nipote. Oltre a uno di Hokuto no Ken, c'era Cobra, KochiKame: Tokyo Beat Cops e anche questo Ragnarok Guy.

Non sapevo nulla dell'autore, ma quelle tavole mi colpirono immediatamente. C'era qualcosa nel tratto, nelle armature, nei mecha e nella composizione delle scene che trasmetteva un'estetica precisa: la fantascienza giapponese degli anni Ottanta nel suo momento più puro.

Ho scoperto che l'autore era Tsuguo Okazaki, un autore che non è mai diventato una superstar internazionale come Akira Toriyama, Masami Kurumada o Buichi Terasawa, ma che ha lasciato una quantità sorprendente di opere e che rappresenta perfettamente una certa stagione del manga giapponese.

Nato il 23 aprile 1960 a Tokyo - diventato apprendista di Aya Hideo (Quello di Gatchman) è sbocciato a fine anni 80, Il suo tratto è squisitamente degli anni 80.

Gli inizi: da assistente a professionista

La storia di Okazaki inizia in modo quasi cinematografico.

A diciassette anni entra come assistente nello studio di Hideo Azuma, autore noto anche per aver lavorato nel mondo dell'animazione e dei manga di fantascienza. Pare che una delle ragioni della sua assunzione fosse la sua conoscenza del baseball, sport che aveva praticato durante gli anni delle scuole medie.

Dopo circa due anni di apprendistato, Okazaki presenta una storia breve a Shogakukan e ottiene un importante riconoscimento al concorso New Comic Award della casa editrice.

Il debutto professionale arriva nel 1980 sulle pagine di Weekly Shonen Sunday con il racconto 2-Nen A-Gumi Hoshiko Sensei.

Da quel momento la sua carriera prende rapidamente forma.

La quinta essenza degli anni Ottanta

Se dovessi descrivere il disegno di Tsuguo Okazaki con una sola frase direi che è la quintessenza degli anni Ottanta.

Le sue tavole sono piene di:

  • capelli impossibili;
  • armature elaborate;
  • motociclette futuristiche;
  • mecha dettagliatissimi;
  • linee cinetiche aggressive;
  • eroi dal volto affilato e dagli occhi enormi.

È lo stesso immaginario che ritroviamo negli OAV dell'epoca, nei primi videogiochi giapponesi e in molta fantascienza pubblicata sulle riviste shōnen del periodo.

Guardando oggi una pagina di Okazaki si percepisce immediatamente il contesto storico in cui è stata realizzata. Non è un autore "senza tempo". È profondamente figlio del Giappone della bolla economica, dell'esplosione tecnologica e dell'entusiasmo per il futuro che caratterizzavano gli anni Ottanta.

Ed è proprio questo il suo fascino.

Justy, l'opera che lo ha reso famoso

Tra tutte le sue opere, quella che ha ottenuto il maggior successo è probabilmente Justy.

Pubblicata su Weekly Shonen Sunday tra il 1981 e il 1984, racconta le vicende di Justy Kaizard, un investigatore spaziale dotato di poteri ESP incaricato di catturare criminali psionici.

L'opera mescola:

  • space opera;
  • superpoteri;
  • fantascienza militare;
  • drammi personali.

Era il periodo in cui il pubblico giapponese divorava qualsiasi cosa avesse a che fare con lo spazio, sulla scia del successo di Mobile Suit Gundam, Macross e Space Battleship Yamato.

Justy fu abbastanza popolare da ricevere un adattamento animato OAV nel 1985 e arrivò anche negli Stati Uniti grazie a Viz Communications, una delle prime società che cercò di importare manga giapponesi sul mercato occidentale.

Per molti lettori americani degli anni Ottanta, Okazaki è stato uno dei primi mangaka mai letti.

Ragnarok Guy: il manga che mi ha fatto scoprire Okazaki

Se però dovessi scegliere un'opera che rappresenta davvero l'immaginario di Okazaki, sceglierei Raguna Rock Guy (Ragnarok Guy).

Pubblicata tra il 1984 e il 1985, è una miscela esplosiva di fantascienza, combattimenti e design meccanico.

Non ha mai raggiunto la notorietà di Justy, ma contiene tutto ciò che rende riconoscibile il suo autore:

  • personaggi dal look inconfondibile;
  • macchine futuristiche;
  • azione continua;
  • una visione del futuro tipicamente anni Ottanta.

È uno di quei manga che oggi funzionano quasi come una macchina del tempo.

Macross, Cyborg 009 e gli altri lavori

Nel corso della carriera Okazaki ha lavorato su numerose serie.

Tra le più note troviamo:

  • Harumi 120% (1983-1984)
  • Rising Fighter Takeru (1985-1987)
  • Dokidoki Heartbeat (1986-1987)
  • Macross II (1992)
  • It's Not Play (1992-1994)
  • Cain 11 (1998)

Negli anni successivi ha continuato a sperimentare anche con il fumetto digitale, una scelta piuttosto precoce per un autore della sua generazione.

Nel 2011 ha rilanciato il suo universo fantascientifico con Justy Neo-Rambis.

Più recentemente ha lavorato a Cyborg 009 BGOOPARTS DELETE, serializzato tra il 2019 e il 2022 e basato sul celebre universo creato da Shotaro Ishinomori.

Perché è quasi sconosciuto?

Questa è forse la domanda più interessante.

Okazaki non è stato un autore minore. Ha pubblicato per anni su una delle riviste più importanti del Giappone, ha ottenuto adattamenti animati e alcune sue opere sono state esportate negli Stati Uniti.

Eppure non è mai entrato nel pantheon dei grandi nomi del manga.

Probabilmente si è trovato nel posto giusto ma nell'epoca sbagliata.

Negli stessi anni operavano giganti come Akira Toriyama, Masami Kurumada, Katsuhiro Otomo, Rumiko Takahashi e Buichi Terasawa.

In un decennio popolato da simili colossi era facile rimanere nell'ombra.

Un autore da riscoprire

Oggi leggere Tsuguo Okazaki significa riscoprire un pezzo di storia del manga.

Non troverete la raffinatezza narrativa di Otomo o l'impatto culturale di Toriyama.

Troverete però qualcosa di diverso: un concentrato di immaginario anni Ottanta allo stato puro.

Per chi è cresciuto tra anime in VHS, OAV dimenticati e copertine dipinte ad aerografo, Tsuguo Okazaki non è soltanto un mangaka. È una capsula del tempo proveniente da uno dei periodi più creativi dell'industria giapponese.

E forse è proprio questo il motivo per cui, dopo tanti anni, continuo a conservare quel vecchio volume di Ragnarok Guy. Non è il miglior manga che abbia mai letto.

Ma ogni volta che lo apro sento ancora il profumo degli anni Ottanta.

Lista dei lavori

  • Adesso sono a lezione! (Weekly Shonen Sunday, 1980-1983 )
  • Classe 2A Hoshiko Sensei (Weekly Shonen Sunday, 1980)
  • Justy ( numero speciale di Weekly Shonen Sunday , 1981-1984 )
  • Harumi 120% (Weekly Shonen Sunday, 1983-1984)
  • Ragnarok Guy (Weekly Shonen Sunday, 1984-1985 )
  • Rising Fighter Takeru ( Shonen Captain , 1985-1987 )
  • Bambola di cera (Shonen Captain)
  • Doki Doki Heartbeat (Weekly Shonen Sunday1986-1987 )
  • Midnight Zone Tsuguo Okazaki Variety Capolavori Racconti brevi ( Tokyo Sanseisha , 1988 )
  • Toritate Ichiban! ("Burger SC" (Scola), 1991 )
  • The Super Dimension Fortress Macross II (Weekly Shonen Sunday , 1992 )
  • Non giocare ( Famicom Tsushin , 1992-1994 , illustratore/autore: Hiroshi Miyaoka)
  • Caino 11 ("Web Comics" vol.1, Softbank , 1998)
  • E Chaser ( Agenzia per la Promozione delle Telecomunicazioni , 2002 )
  • Metal Back ( fumetto mensile NORA )
  • Izo (Opera originale: Kazuo Sakurai)
  • Plymouth UNA TRAMA DA INCUBO (`` Hero Cross Line ' ' , 2007-2009 )
  • Lupin's Wine Strategy ( , 2010, " Lupin the Third Official Magazine " Opera originale: Monkey Punch)
  • Succube ("Web Magazine KATANA", 2011)
  • Succube II ("Rivista Web KATANA", 2011)
  • Justy Neo Rambis (“Web Magazine KATANA” , 2011-2015 )
  • Cyborg 009 BGOOPARTS DELETE (“ Champion RED ”, 2019-2022 , 35 episodi, opera originale: Shotaro Ishinomori )

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